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PRIMO INCONTRO CON I FRATELLI DELLE PLEIADI
Il mio primo incontro con i Fratelli delle Pleiadi, ovvero la mia Famiglia Stellare, ebbe luogo a Milano, anno 1960, nel cortile della modesta casa dei miei genitori, in via Nazario Sauro al n.5; avevo 7 anni. Quel pomeriggio di primavera di tanti anni fa, stavo giocando con i miei amici Antonio, Marco e Rossella nella suddetta corte, quando improvvisamente una grande Croce di Luce Bianchissima, apparve nel cielo sopra le nostre teste, seguita da un forte ronzio metallico. Per molti anni, non ricordai nulla di quel che accade dopo quella visione, eccetto il volto sconvolto e arrabbiato dei miei genitori quando mi ritrovarono, in posizione fetale, in un angolo del lavatoio del cortile della casa. Dalla mattina seguente in poi, un silenzio complice e innocente era calato tra noi bambini. Di quel pomeriggio, infatti, non ne parlammo mai piu', tanto che anche giocare insieme, non fu piu' la stessa cosa; era come se, improvvisamente, si fosse aperta in noi la consapevolezza che, quanto successo quel giorno, era stato qualcosa molto piu' grande di noi. Sentivo spesso mia madre parlare con le madri di Marco, Antonio e Rossella e non mi sorprendeva affatto sentire che anche i miei amici erano “cambiati”. Per molto tempo, dopo quell'evento, mi chiusi in me stessa. Non avevo nessuna intenzione di parlarne con i miei genitori perche' ero certa non avrebbero compreso, infatti la loro versione dei fatti, per loro stessi e gli altri, assunse il nome di “ brutta marachella”. Per me invece fu l'inizio di una straordinaria avventura. Non parlai a nessuno di quella visione nel cielo, ne' del vuoto sgomento che mi pulsava nella mente e nel cuore da quando, quella notte, mi ritrovai sola e infreddolita, in posizione fetale, dentro il lavatoio. Apparentemente la mia vita, di giorno, proseguiva normale, mentre di notte, mi svegliavo (ora dico venivo svegliata) e sul mio diario tracciavo catatonica sempre lo stesso disegno....cosi' per ore. La mattina ovviamente mi prendevo cura di nascondere molto bene il mio quaderno e per 10 anni andai avanti cosi'. Durante questi anni miei genitori giustificavano a se stessi e agli altri questo mio comportamento schivo e silenzioso con: “ e' una ragazza introversa, studia, e' brava a scuola, ma e' molto poco socievole...bah, tutto si aggiustera' sicuramente dopo l'adolescenza.” Di fatto, con il passare degli anni, nulla si aggiusto' bensi' ando' ad evolversi. In che senso? Dai 18 ai 20 anni, senza conoscerne una logica ragione, comprai tutti libri che mi capitavano fra le mani su civilta' galattiche, extraterrestri, U.F.O. Letteralmente li fagocitavo, fino a che, complice del mio segreto, iniziai a sentire da qualche parte, dentro di me, di non appartenere a questa Terra...ma allora..chi ero? Da dove venivo? Perche' proprio su questo pianeta e soprattutto per quale ragione? Le risposte arrivarono tutte insieme 2 anni dopo...(continua PT2)

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SECONDO INCONTRO CON I FRATELLI DELLE PLEIADI
Ricordo con dovizia di particolari e, letteralmente vi precipito dentro con tutti i miei 5 sensi ogni volta che ne parlo, quel mercoledi 12 novembre 1975; Milano, la nebbia, via Pulci, il negozio di ottica della mia amica Cesarina. Quel pomeriggio ero andata a trovarla. Tra un cliente e l'altro, lei mi parlava delle sue idee sulla spiritualita', delle sue esperienze sulla meditazione trascendentale e tanto altro. Come sempre la ascoltavo con molto interesse, anche se della mia vita e del mio “segreto” anche lei ne era all'oscuro. Senza che me ne rendessi conto, presa dai suoi racconti, non mi accorsi che si erano fatte le 19.00 e che avevo perso l'ultimo autobus per Affori, dove allora abitavo, quindi le chiesi se potevo chiamare un taxi. I telefoni a quei tempi erano a muro. Mi apprestai a comporre il numero, solo che mentre stavo alzando la cornetta, mi accorsi che proprio davanti al negozio stazionava un taxi.. Ovviamente pensai stesse aspettando qualcuno del palazzo che lo aveva chiamato e dissi tra me e me:” che strano pero', proprio qui davanti...qui c'e' solo il negozio della Cesy (Cesarina), il portone del condominio e' piu' indietro.. mah!”. Nel mentre, il taxi che avevo chiamato, mi confermo' il suo arrivo in 5 minuti e io mi accomodai in attesa quindi, sulla poltroncina del negozio, mentre la Cesy serviva un cliente. Passarono 5 minuti, 10, 15, ma del mio taxi neanche l'ombra, mentre, “quel taxi” era ancora li'. Mi alzai e uscii dal negozio pensando: ”forse chi lo ha chiamato ci ha ripensato...e poi perche' il taxi che ho chiamato io, non si vede ancora? Causa della tanta nebbia?” Gia', pero' per me si era fatto molto tardi e quindi decisi di avvicinarmi al finestrino del conducente taxi, fermo li' davanti, oramai da mezz'ora e di domandargli se poteva portarmi ad Affori.
Da quel preciso momento in poi la mia cambio' radicalmente. Era gia' parecchio buio e la nebbia molto fitta...appena l'uomo abbasso' il finestrino e mi guardo' negli occhi rimasi fulminata dal suo sguardo e sentii un fortissimo calore all'altezza del cuore. Le sue pupille azzurrissime, dentro il volto incartapecorito dall'eta' avanzata, si posarono nelle mie. Quanta Luce, Innocenza, Gioia rifletteva il suo splendido sguardo! Rimasi per un'attimo, che a me parve eterno, dentro quella magia e cercando di riprendermi gli chiesi “ scusi, presumo lei abbia perso la sua precedente corsa, perche' ho notato il suo taxi fermo qui davanti al negozio da un bel pezzo, allora, se cosi' e', potrebbe portarmi al Residence Leonardo da Vinci di Affori?” L'uomo, che fino ad allora era rimasto in silenzio ad ascoltarmi, sempre agganciato al mio sguardo, rispose:” Veramente io stavo aspettando te, sono qui per te Maria”. Vi potete immaginare quante emozioni contrastanti in quel momento mi assalirono, nel vero senso del termine!! Sentivo il mio cuore battere fortissimo...ma, stranamente, non avevo paura.. Anzi, una strana familiarita' mi spingeva verso quell'uomo.. Rientrai in negozio, salutai la Cesy senza raccontarle nulla di quanto mi stava accadendo, e mi accomodai sul taxi.
Il taxi prese ad andare....l'uomo, in silenzio, mi guardava dallo specchietto retrovisore con dolce curiosita'. Non sapevo cosa dire, ero molto imbarazzata, pensai bene quindi di volgere lo sguardo al cielo in cerca della mia Stella, PENSANDO TRA ME E ME: ” Chi sa!!, i miei fratelli delle Stelle...dove sono, se mi ascoltano, se mi aiutano a capire cosa mi sta accadendo in questo strano e magico turbamento..”
Appena terminai di formulare mentalmente quel pensiero, l'uomo mi disse.” Certo che ci sono Maria, ti ascoltano, ti conoscono, ti aiutano fin da prima che nascessi su questo pianeta..ricordi cosa ti accadde nel cortile dela tua casa di via Nazario Sauro al n.5 quando avevi 7 anni ?” Ecco, a quel punto credetti di impazzire di paura e di gioia insieme!! Che paradosso di emozioni!!! Tutto arrivo' chiaro al mio “sentire”, come un fulmine a ciel sereno, ma la mia mente, per un'infinito nanosecondo, ando' in tilt.
L'uomo disse di chiamarsi Sergio e di essere un messaggero della mia Famiglia Galattica Pleiadiana. Disse che arrivavo da Erra, un pianeta vicino alla Stella (Sole) Alcione, sita nella costellazione delle Pleiadi; che avevo scelto di incarnarmi sulla Terra per portare a termine una missione che aveva a che fare con l'Ascensione evolutiva di questo Pianeta. Mi parlo' di fatti miei personali che non poteva assolutamente conoscere e mi disse che mi stava portando dalla “persona” in grado di svelarmi la natura di quel disegno che, ripetutamente, in segreto, per tanti anni, avevo tracciato sul mio diario. Guardai nel silenzio fuori dal finestrino del taxi, in effetti l'auto non era diretta verso Affori... ma il bello doveva ancora venire.
Il taxi di Sergio si fermo' davanti ad un condominio di Trezzo d'Adda. In subbuglio e trepidazione scesi dalla macchina e mi incamminai con lui verso il portone d'entrata. Sulla soglia di un'appartamento al primo piano del modesto palazzo, un'uomo alto e massiccio ci accolse. Una grande luce negli occhi e una dolce cordialita' trasudavano dalla sua persona. Dietro di lui una donna esile e dai grandi occhi neri, ci invito', con slancio ad entrare in casa.
Ricordo che pensai fra me e me:”..comunque se mi offrono qualcosa da bere non accetto, non si sa mai...” Dopo un'istante la donna mi disse (ovviamente mi aveva letto nel pensiero..: “tranquilla Maria non ti offriamo nulla da bere se non vuoi”. Sich!!!! ero sempre piu' strabiliata e sorpresa, ma nel mio cuore c'era pace e gioia. “Sono a casa” pensai. Mi fecero accomodare in salotto e l'uomo, che mi disse di chiamarsi Claudio, andro' dritto a prendere della sua libreria un grosso quaderno, lo pose davanti ai miei occhi e, aprendolo in una pagina precisa, mi disse:” Guarda Maria, ti ricorda qualcosa?” Per un lungo istante mi si annebbio' la vista, sentii il mio cuore battere all'impazzata.....che meraviglia! Quello che stavo guardando era esattamente il disegno che per tanti anni, in segreto, avevo riportato sul mio diario..tutto, improvvisamente, per me, iniziava ad avere un senso “logico”; tutto, per me, assumeva e si definiva come aspetto della mia NUOVA VITA...(continua PT3)

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